“tracce di cultura”: mostra a Palazzo Zevallos Stigliano Napoli “ritratto d’uomo”

“TRACCE DI CULTURA”:

MOSTRA “RITRATTO D’UOMO” PALAZZO ZEVALLOS STIGLIANO, NAPOLI

Dal 5 dicembre 2015 al 10 gennaio 2016

 

Nell’ambito della rassegna “l’ospite d’onore”, scambio tra musei, a Palazzo Zevallos Stigliano in Napoli c’è “ritratto d’uomo” di Antonello da Messina (1430-1479), proveniente dai musei civici di Torino. Eseguito verso la fine della vita del grande maestro siciliano, forse nel 1476, il quadro è il punto più alto della capacità dell’artista di unire il rinascimento italiano con quello fiammingo; egli colloca il realismo al centro del quadro in un senso del volume e in una capacità di introspezione psicologica tipicamente italiana. Ciò che colpisce è la potenza di impatto della persona raffigurata con il contrasto della dimensione del quadro, 37,5 x 29,5, le pennellate perfette che descrivono il ciuffo del sopracciglio sinistro dell’uomo, il minuscolo punto di luce sulle sue iridi, il suo sguardo incredibilmente scrutatore, la sua espressione altezzosa e sardonica, le labbra lievemente increspate in un misterioso sorriso appena accennato lasciano il visitatore esterefatto e meravigliato difronte tanta potenza espressiva. Chi era costui? Era un mercante ricco e sazio? Le domande implicite che la sua occhiata riversa sul visitatore potrebbero essere “chi ti porti dietro”?, “chi ti manda”?

Il suo volto è una “maschera sociale” a tal punto da diventare un motivo ispiratore e rappresentativo di quel carattere nazionale che si trasmette di secolo in secolo fino ad oggi e che raffigura tutti gli italiani. Il misterioso mercante che guarda negli occhi il visitatore rappresenta tutta l’antropologia italiana e tutto il suo carattere. La figura emerge da uno sfondo nero e due cose destabilizzano il visitatore, il soggetto del dipinto sembra tenere d’occhio le mosse del visitatore e quasi anticiparle e un dubbio assale il visitatore con la questione” ma io quest’uomo l’ho già incontrato da qualche parte”. Una magia che solo un genio come Antonello da Messina poteva realizzare.

Nell’ambito di questo scambio di opere d’arte giunge a Napoli da Torino questo sublime “ritratto d’uomo”; a Torino arrivano dalla Banca Intesa San Paolo le opere del seicento napoletano, Da  Jusepe De Ribera a Massimo Stanzione. Va dunque sottolineato l’aspetto dell’iniziativa di questo scambio tra Torino e Napoli. Due istituzioni del nostro paese che hanno deciso di collaborare nella promozione delle loro collezioni pensando ad una platea italiana. E’ un bel momento questo proficuo scambio che la Presidente della fondazione Torino musei, Patrizia Asproni definisce uno “art sharing”che ci si augura possa essere ripetuto e che porti le istituzioni italiane a svegliarsi circa la gestione dei musei nazionali.

DANIELA MEROLA

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